Non sono pronta per un’analisi così approfondita. Significherebbe perdere la legittimazione che mi sono accordata di essere una superficiale del cazzo, nonostante alcune puntate più pseudo profonde, che guarda caso non hanno mai riguardato lo studio, se non quando mi sono dovuta “impegnare” facendo la tesina per la maturità – per il resto mi sono sempre appoggiata a ciò che era già stato fatto da altri.
Immagino una stanza dalle pareti nere, è come se il pavimento rosso su cui la piccola me camina, rotola, salta, fa le capriole, conscia del suo essere a mezza altezza rispetto alla reale profondità volumetrica, si rompesse improvvisamente sotto i suoi piedi, facendomi sprofondare nel buio. Il buio delle mie reali capacità.









